La Selva

Tutti i colori della natura

Alla scoperta di un prezioso scrigno naturale

La Selva di Fasano si snoda lungo la collina delle Murge, a pochi chilometri dall’omonimo centro cittadino. Qui è facile perdersi nei lunghi viali fitti di vegetazione, fra le ville signorili, le vedute mozzafiato su distese di verde punteggiate di trulli e muretti a secco. E fra il verde ecco spuntare suggestive Chiese e pittoresche costruzioni dai profili esotici, che si stagliano nell’azzurro splendente del cielo. Immergersi in questo bazar di colori, profumi e forme non potrà che rapire tutti i sensi del visitatore.

Tutti i colori della natura

Il miglior modo per conoscere la bellezza silvana? Una passeggiata, a piedi o in bicicletta, fra i suoi pittoreschi viali. Querce, lecci, pini, castagni, cipressi, ma anche ulivi, alberi di fico, di carrubo, di ciliegie e di noce…ovunque la natura abbraccia lo sguardo. Percorrendo viale Toledo, il viale principale, lungo il quale le ville signorili si appoggiano pigramente l’una all’altra, si giunge nel cuore della frazione collinare. Qui la Parrocchia Maria SS.ma Addolorata, conosciuta anche come trullo del Signore, cattura lo sguardo per la sua particolare forma che lo scultore Giuseppe Albano volle dargli in omaggio al paesaggio di Puglia. Una fermata obbligata prima di riprendere il tour alla scoperta della Selva.

L’angolo esotico della Selva: il Minareto

Nel mezzo della passeggiata silvana, potrà capitare di imbattersi in una costruzione dalle forme curiosamente “straniere”: il Minareto.

L’edificio, di ispirazione islamica, fu costruito nel 1918 da Damaso Bianchi, artista e nobiluomo fasanese. La cima del minareto, nelle serate in cui la villa accoglieva i suoi ospiti, veniva illuminata, a simboleggiare “la luce della cultura” brillante come le notti d’Oriente.

Grotte e chiese rupestri

E proprio a due passi da Castel Miramonti, natura, storia e tradizione si abbracciano nella chiesetta rupestre di san Donato. Una suggestiva scalinata conduce alla piccola cripta ricavata nella roccia, dove, sull’altare si trova raffigurata l’immagine di San Donato tra due angeli.

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